Il nuovo viadotto sul Polcevera



INTEGRA per Genova con Pizzarotti



Il nuovo viadotto sul Polcevera proposto dalla Integra ha l’obiettivo di mantenere forte il legame della città di Genova con una infrastruttura che ha rappresentato, per oltre 50 anni, non solo una via di comunicazione, ma una parte vibrante della città.


Abbiamo mantenuto una cadenza delle campate analoga a quelle del viadotto crollato, senza alterare il tessuto urbano esistente.


Considerazioni di opportunità emotiva hanno sconsigliato l’utilizzo di soluzioni portate da funi o strutture che si estendessero al di sopra della sede viaria (ponti sospesi, strallati o archi).


L’architettura di un ponte è di fatto la sua struttura. Per questo motivo la ricerca progettuale è partita dallo studio delle proporzioni degli elementi strutturali, dalle corrette gerarchie tra gli elementi portanti e quelli portati, dalla ricerca della naturale estetica che nasce dalla coerenza statica.


La necessità di superare grandi luci ha suggerito una forma delle pile a cavalletto molto ampie che rendono snella e slanciata una struttura originariamente massiccia.


I fianchi del viadotto sono rivestiti con elementi curvi che fungono da deflettori per il vento a protezione della carreggiata e che definiscono, con l’aiuto della luce naturalmente riflessa, il bordo della sede viaria rendendolo visivamente più snello.

Per le campate di accesso lato Savona sono state proposte due soluzioni alternative che sarebbe doveroso sottoporle al giudizio dei cittadini.


La prima soluzione è quella richiesta dal bando, ovvero la realizzazione di un’opera integralmente nuova con una sede stradale molto ampia ma non sfruttabile per la presenza delle adiacenti gallerie.


La seconda soluzione prevede invece il riutilizzo, previo bonifica e rinforzo, delle belle campate di accesso lato Savona. Questa soluzione riduce notevolmente i tempi di costruzione oltre ad abbattere drasticamente l’impatto ambientale sulla valle.


La bonifica ed il rinforzo del viadotto esistente permetterebbe di ottenere una struttura con una sicurezza e degli standard adeguati alla nuova normativa.


Questa soluzione merita di essere valutata per la sua competitività in termini di costi e tempi. Rappresenterebbe inoltre una memoria per la città, senza cancellare ciò che ha rappresentato un elemento di orgoglio per l’Ingegneria Italiana, rovinato dal declino di una società che non è stata in grado di mantenere in esercizio pezzi importanti della storia del progresso italiano.


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